Luglio 5, 2013

Le liste di indirizzi: da chi comprarle?

By Isabella Cenci

Cosa sarebbe il marketing aziendale senza dei destinatari? Un gran parlare al vuoto, inutile e costoso. E proprio la ricerca dei giusti destinatari, dei contatti più interessanti e interessati, porta all’argomento di cui vogliamo trattare oggi, ossia l’acquisto di appositi elenchi di indirizzi – digitali o fisici – di potenziali ricevitori delle nostre campagne promozionali, pubblicità, o attività di marketing di ogni tipo.

Se infatti spesso l’azienda media non dispone del tempo necessario a stilare da sola tali liste, esistono per fortuna studi specializzati che le possono mettere a disposizione tempestivamente, calibrandole anche sulle necessità specifiche del richiedente, e selezionandone i nominativi dai loro vastissimi e ben forniti database interni, in cui compaiono tutti i criteri demografici utili a comporre la lista al meglio.

Naturalmente, di fronte ad un mercato di settore con molti diversi attori, che si presentano tutti come i più qualificati, può essere particolarmente difficile decidere a chi affidarsi: soprattutto nel momento iniziale, in cui cominciare un rapporto di collaborazione, si può non sapere obiettivamente quali criteri tenere in considerazione per selezionare il miglior partner per le proprie esigenze.

Se dobbiamo indicare qualche criterio utile, è probabile che sia una buona idea iniziare dalla completezza. Preferiremo dunque le liste – e le aziende – il più possibile ricche di dati, che vanno al di là di nomi e indirizzi per includere anche dati demografici e di preferenza che ci aiutino a stilare dei profili di ciascuno dei componenti, così che il gruppo d’invio finale sia davvero costruito sulle nostre reali esigenze e ben disposto a ricevere la nostra comunicazione.

Ma altrettanto importante – c’è chi potrebbe con buone motivazioni dire perfino che sia più importante – è il criterio dell’aggiornamento. Le liste vecchie sono, sempre, liste errate. Le persone si trasferiscono, cambiano, le famiglie si allargano o si restringono, e quella che poteva sembrare una comunicazione perfettamente centrata diventa invece uno spreco di denaro senza speranza di risultati – e quel che è peggio, una macchia sulla reputazione della nostra azienda, che non potrà che apparire sciatta e disattenta. E dal marketing vogliamo tutt’altro, no?